Domenico Sfondrini
Il Convegno nazionale, tenutosi per una seconda volta a Palermo, ha provve duto per alcune gite fra le innumerevoli possibilità turistiche che la stupenda zona offre.
Il Comitato organizzatore aveva appositamente dato incarico — anche per gli svaghi congressuali — alla locale Agenzia-Viaggi, specializzata per l’organizzazione di gite e soggiorni nel suggestivo ed ampio territorio isolano.
I programmati itinerari turistici che si sono intercalati ai lavori del XV Con vegno SIFET, sono stati pure favoriti dal meraviglioso clima e da condizioni me tereologiche veramente eccezionali; la settimana del Convegno ha quindi avuto la possibilità di vedere serenamente attuate ogni escursione che qui andiamo ricordare:
Visita a Monreale
Con appositi pulman, nel pomeriggio del 26 settembre, i Soci hanno visitato il complesso monumentale della caratteristica località di Monreale che si affaccia sulla Conca d'Oro in una incantevole posizione.
I palermitani — che non trascurano di valutare le alte qualità turistiche del piccolo e famoso abitato di periferia, accogliendo oltre 16 Chiese, Chiostri ed artistiche cappelle nei Conventi — si esprimono con un antico proverbio (non ripetibile) che sprona il turista a voler visitare le bellezze naturali ed artistiche della cittadina di Monreale, situata ai piedi del monte Caputo.
Attirati dalla bellezza e dalla raffinatezza dei luoghi i convegnisti si sono sparsi con premura per la visita dei noti monumenti, delle chiese e dei chiostri, ma principalmente dalla grandiosità della Cattedrale che conserva preziose opere di particolare bellezza; come gli antichi mosaici raffiguranti le « separazione delle acque », la « creazione del giorno », « del sole», « della luna»; sullo sfondo la plastica figura del Cristo Pantocreatore.
Particolare interesse per il Chiostro di Santa Maria nuova, meraviglioso testo di architettura tipica araba con archi e colonne di decorazione musiva policroma risalente al 1200.
Con una frettolosa visita al palazzo del Comune, alle Chiese di Santa Cate rina e S. Castrense e del Monte ed alle massiccie mura della Città, la pomeri diana visita si concludeva rapidamente con il ritorno sui pulman del Congresso. La gita sociale al tempio di Segesta ed a Erice
La giornata festiva del 27 settembre è stata interamente dedicata alla gita sociale; la «grande gita» che viene programmata in ogni convegno annuale della SIFET.
Per questa occasione — che raduna tutti i Soci, compresi i più impegnati nei lavori diretivi od alle Mostre — l’itinerario non poteva che indirizzare i Conve gnisti verso le località del sud-ovest dell’isola; cioè ai luoghi turistici che tro
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vandosi relativamente vicini alla capitale della regione possono visitarsi nelle 10 ore a disposizione.
Con partenza da Palermo alle ore 8, quattro grossi pulman di vivace colore, seguiti da diverse auto private, hanno percorso, attraverso Punta Raisi e seguendo l'autostrada: Palermo-aeroporto, gli abitanti di Partinico, Alcamo, per raggiun gere, sulla Strada Statale 113, il tempio ed il teatro di Segesta.
Breve sosta della comitiva; alcune fotografie sul mulo bardato alla siciliana; diverse cartoline spedite in fretta e poi di nuovo ai pulman per la seconda scarozzata sino alle alture di Trapani ed alla vista delle isole Egadi, per intra prendere la tortuosa strada che si arrampica per una quindicina di chilometri sino a raggiungere Erice.
Molti congressisti che in altre occasioni avevano già visitato Segesta dichia ravano di vedere per la prima volta questa meravigliosa cittadina siciliana; questo luogo climatico che si affaccia fra il mar Tirreno ed il Mediterraneo, ricco di classici richiami, di storia e di arte che si accomunano con le bellezze naturali e panoramiche del paesaggio. 3 È. d toe E È Mi’ A Vo ae Ba | nà: dit LIONE en * ‘ite I pati. de di E
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Anche se un po’ stanchi e non perfettamente soddisfatti, i Soci hanno mante nuto il brio anche a tavola.
Apprezzato maggiormente — oltre al fascino dello storico luogo — il clima ed una frescura data dalle folte pinete che circondano le maestose muraglie.
Entrarono poi nelle piccole e tortuose viuzze del piccolo borgo, fra cortili infiorati, sassi incrostati di muschio, archi gentili, i partecipanti sono stati attratti dal fascino di quella pace dolcissima avvolta in un prestigioso slenzio.
Le antiche mura della Città — fondata da Erice su un promontorio che sa di magia e che si eleva di oltre 750 metri dal mare — hanno provocato sui i
gitanti un senso d’allegria e desiderio di contemplazione, al punto di far ritardare il pranzo-mensa servito in un, locale giardino lungo le basse mura della cittadina.
Con le sue torri, gli avanzi delle maestose mura, delle diverse e tipiche chiese, Erice rimane un paesaggio di sogno.
Qualche squillo di tromba dei pulman, in sosta all'ingresso della Città, segna larono il termine della bella giornata.
I rientro a Palermo, seguendo il prefissato itinerario, avveniva in serata. Visita e Cefalù
Il terzo ed ultimo giro turistico è stato effettuato nel pomeriggio del 30 settembre.
Chiusi i lavori del Convegno alle ore 15,30 circa, mediante due grossi pulman, i Soci che si erano fermati a Palermo per godersi qualche ora in più di bel tempo, hanno proseguito per la nuova autostrada orientale dopo gli abitanti di Solunto e Porticello.
Fra mare e monti delle Madonnie, appena lasciato l’abitato di Trobia, lasciata l'autostrada per riprendere la S.S. 113, ammirando un mare incantevole, i Con gressisti hanno raggiunto la Città di Termini Imerese, luogo di cura, noto per i famosi bagni già dai romani.
Rientrati in autostrada si sono subito incontrati i grandi impianti industriali della Sicilfiat ove vengono costruite le automobili Fiat 500.
Superato il rettifili di Bonfornello, dopo aver nuovamente lasciata l'auto strada che è in corso di costruzione, verso le ore 17, gli automezzi hanno rag giunto Cefalù.
Dato il breve tempo a disposizione — poco più di un'ora — i gitanti hanno visitato frettolosamente il Duomo, eretto da Ruggero II nel 1131, ove si trovano pregiati mosaici nell'abside e nel presbiterio.
Dal « belvedere » di Cefalù, anche se il sole stava scomparendo, si è potuto ammirare un mare d'incanto.
Anche questa bella gita ha avuto presto termine; alle 18,30 circa i pulman si apprestavano al rientro in Palermo. dò