VERBALE DELL'ASSEMBLEA DEI SOCI TENUTASI A PALERMO IL 28-9-1970



Nel padiglione della Cassa per il Mezzogiorno alla Fiera del Mediterraneo in Palermo, in concomitanza con il XV Convegno Annuale, si è tenuta, il giorno 27 Settembre 1970, l'assemblea Generale dei Soci, con all'ordine del giorno i seguen ti argomenti: 1) Saluto del presidente al termine del suo mandato quadriennale. 2) Relazione del Segretario Generale sulla situazione dei Soci. 3) Relazione del Tesoriere — Relazione dei Revisori dei Conti — Approvazione del Bilancio. 4) Esito delle votazioni e della nomina delle cariche direttive. 5) Saluto del Presidente nominato per il quadriennio 1970-1974. 6) Discussione sull'indirizzo dell’attività futura della Società. 7) Nomina dei Membri Onorari. 8) Varie ed eventuali.

Alle ore 11, il Presidente Prof. Cunietti apre la seduta, sottoponendo ai presenti l’ordine del giorno per l'approvazione, mettendo in evidenza la necessità di intro durre fra gli argomenti un ulteriore punto riguardante «Ila scelta della sede del prossimo Convegno, nonché l'indicazione del Tema del Convegno stesso ». Inoltre propone che nella mattinata vengano esauriti i primi quattro punti riguardanti la precedente gestione, rimandando al pomeriggio tutti gli altri punti riguardanti il futuro della Società, e di discutere i primi quattro punti in una sola volta, dopo le relazioni fatte sui punti stessi.

La variazione dell'ordine del giorno e la proposta di discussione degli argomen ti viene a larghissima maggioranza approvata, per cui si dà inizio alla seduta con l'introduzione generale del Presidente, il suo saluto e la sua relazione al termine del mandato quadriennale. « Carissimi Amici, questo di oggi è l’ultimo mio discorso in questo Convegno che mi ha visto chiacchierone più del solito. Ho però una giustificazione per tale esibizionismo oratorio, quello di oggi non è solo il mio ultimo discorso nel quindicesimo Con vegno SIFET, ma anche l’ultimo della mia presidenza. In vista di ciò dovete ancora sopportarmi per un poco e consentirmi che al termine di quattro anni di gestione della direzione della SIFET compia un ampio giro di orizzonte sulla situazione che si è andata conformando in questi anni circa l’attività di rilevamento, sia topo grafica che fotogrammetrica, con particolare riguardo naturalmente all'attività svol ta dalla SIFET, per favorire o almeno per tentare di favorire lo sviluppo della situazione a vantaggio sia della categoria, ma tenendo di mira soprattutto la situa zione nazionale generale.

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Insomma, una specie di bilancio consuntivo di ciò che si è fatto, di ciò che si intendeva fare, ma non si è potuto fare, ed anche di cò che si sarebbe dovuto fare ma che non si è fatto per incompetenza, pigrizia e incapacità.

A vol, poi, nella discussione, mettere in risalto oltre alle critiche a questa di scussione, anche quei punti che per visione limitata, per ignoranza, per cecità, si è trascurato di fare.

Fin da ora vi invito ad essere crudeli su tale punto, non tanto per un sadico desiderio di autolesionismo, ma per permettere una maggiore apertura alla visione di coloro che succederanno nella gestione del potere.

Anche se nell’ambito della SIFET è difficile distinguere tra gli uomini e le cose, mi sembra ovvio che le prime osservazioni si volgano al problema degli uomini e poi a quello delle cose.

Nel riguardo degli uomini il compito della SIFET è quello stabilito dallo Sta tuto; promuoverne la cultura nel campo tecnico, difenderne la dignità come lavora tori, stimolarne la solidarietà.

Cominciamo con una constatazione numerica generale: il numero dei Soci individuali non ha raggiunto vette notevoli; siamo un numero ragguardevole, ma non certo prossimo alla totalità di quelli che in Italia si occupano dei problemi del rilevamento. Debbo però constatare un miglioramento nel senso della spontaneità dell'adesione alla società. Penso che oggi più di prima i Soci iscritti lo siano perché sono convinti che appartenere alla SIFET costituisce un utile strumento di aggior namento culturale, di espansione del proprio potere d’influenza, di collaborazione fra Colleghi e quindi di scambio di idee ed esperienze.

Anche fra i Soci collettivi si può notare un dilatarsi della partecipazione, non solo delle solite Società Fotogrammetriche o studi topografici (molti dei quali non sono ancora soci collettivi), ma soprattutto di ditte collaterali che vedono nella topografia un utile strumento.

Soprattutto mi fa piacere sottolineare qui un fatto significativo: la notevole partecipazione dei Soci giovani. È pur vero che per questa categoria si sono fatte delle speciali agevolazioni di natura amministrativa, ma occorre dire che a queste agevolazioni vi è stata una soddisfacente risposta. I soci giovani sono oggi in nu mero maggiore dei soci ordinari. Non mi illudo che tutti passino nella categoria degli anziani: l’esperienza è che i passaggi di categoria sono pochi, tuttavia è impor tante l'aver potuto seminare un po’ dello spirito della SIFET anche fra questi gio vani. La semente presto o tardi, con frutti abbondanti o scarsi, fruttificherà.

Lo sforzo che la collettività dei Soci deve fare, per permettere questa semina gione, non è indifferente, ma ritengo che sia altamente giustificato e meritorio.

Il problema dei giovani porta immediatamente al pensiero della scuola in cui questi giovani si stanno preparando. È sempre stato così ed è così ancor oggi. Quando si parla e si tratta della scuola la sensibilità degli iscritti si acutizza, quasi ci si commuove. I pareri sono a volte discordi, sia sulla diagnosi dei mali della scuola, sia sulla terapia da adottarsi per migliorarne la salute, ma comune è la convinzione che gran parte del domani è proprio legato alla scuola.

Fedele interprete di questi sentimenti, la direzione della SIFET ha cercato di tutti i modi di inserirsi attivamente nel dialogo delle riforme, sia autononamente sia in collaborazione con Enti più qualificati sul piano governativo e sul piano cul turale. I risultati raggiunti non sono stati soddisfacenti, è vero. Ciò è dipeso forse 78




dall’incapacità e dalla limitata possibilità degli uomini che se ne sono interessati, in particolare io stesso; ma molto spesso anche dalla difficoltà intrinseca del pro blema, dalla scarsità di mezzi e dalla scarsa incisività dei mezzi di pressione dispo nibili. Il grande dibattito di Sorrento sui programmi, l’interesse ai vari corsi di specializzazione qua e là organizzati in Italia e al problema dei professori e della loro preparazione, sono a grandi linee i punti su cui si è focalizzata l’azione della SIFET, sia a livello centrale che a livello delle sezioni periferiche.

Di questa attività, come Direttore del Bollettino, ho cercato fornire sul nostro organo ufficiale la più ampia documentazione possibile, forse anche con un po’ di monotonia.

Lo stesso Bollettino, anche in quelle parti che non sono soprattutto volte ad informare sull’attività connessa con la scuola, ha volutamente una impronta educa tiva sia culturale che umana. Il Comitato di redazione del Bollettino, nel decidere il contenuto di ogni fascicolo, ha avuto sempre in mente i giovani: informarli appassionandoli, facendo intravedere le possibili applicazioni delle tecniche topo grafiche e fotogrammetriche, costruendo in essi la dignità del lavoratore cosciente.

E dopo quello dei giovani, l'aggiornamento culturale di tutti i topografi è l’am bizione del Bollettino.

Nei quattro anni della gestione che termina ora il suo mandato sono stati pub blicati 14 fascicoli, ciascuno in media di una ottantina di pagine. Altri due dovran no ancora essere pubblicati entro l’anno.

Poiché non è tutto merito mio, lasciate che esprima il mio orgoglio, il com piacimento per lo sforzo compiuto. E sforzo vi è stato, tensione continua per con catenare un numero con il successivo, per stare alla pari coi tempi e con le spese. Negli ultimi tempi il Comitato di redazione doveva riunirsi praticamente ogni mese per lunghe sedute in cui distribuire il lavoro da fare, per raccogliere e coordi nare il già fatto.

L’ing. Selvini, la sig.ra Baj Agnoletto, il prof. Dragonetti, il prof. Kasangian, il geom. Sfondrini, il per. ind. Talamini; lasciate che li nomini qui uno per uno, perché meritano da parte vostra un ringraziamento. Ciascuno nel compito specifico che gli veniva assegnato e nella mutua collaborazione ha espresso tutto l’entusia smo per questo lavoro; solo l'entusiasmo può giustificare l’aver sopportato questo peso, reso ancora più opprimente a volte dalla esigenza e dalla pignolesca cocciu taggine del direttore.

Il contenuto del Bollettino, forse, non sempre avrà soddisfatto tutti in tutto; ne siamo consapevoli e ce ne scusiamo, ma il consenso riscosso dal Bollettino della SIFET anche all’estero, ove numerosi sono gli abbonati, ci assicura che la parte positiva del contenuto non è stata minore.

Il Bollettino ha cercato poi di essere anche lo specchio della vita della Società nella sua sede centrale ed in quella delle sezioni periferiche. Dell’una e dell’alltra ha riportato ampi resoconti.

Su che cosa si è polarizzata questa attività?

Il secondo degli scopi istitutivi della Società è l’espansione e la tutela della professione del topografo e del fotogrammetra. In questo campo, anche se pur troppo si è ottenuto poco, si è mirato assai in alto. Quanto ho detto già nel di scorso inaugurale mi pare sia assai significativo. Ci siamo inseriti come stimolo 79




non in attività secondarie e marginali, ma nell'attività primaria del cartografo: l'incremento del patrimonio cartografico generale dello Stato. In ciò ci siamo affiancati ad altri organismi di carattere più ufficiale che operavano in uguale dire zione. La nostra azione è stata complementare a quella degli organismi ufficiali. Essa sfruttando la libertà d’azione di una società culturale assolutamente indipen dente, che ha cercato di esaltare e di esasperare in tutti i modi questa sua indi pendenza, si è orientata verso obbiettivi di importanza estrema. Innanzitutto e soprattutto quello di creare nell'opinione pubblica una consapevolezza della utilità di una nuova cartografia tecnica, poi quello di palesare le necessità, molteplici e differentissime, che a livello tecnico richiedevano questo intervento dello Stato. In | fine non è neppure mancato qualche tentativo di influire sul piano legislativo per un ammodernamento delle norme per il rilevamento fotogrammetrico, per un loro snellimento ed adeguamento tecnico ai tempi.

Il Convegno di Milano sulla carta tecnica nel 1968, la tavola rotonda di Paler mo del 1970 e le varie conferenze tenute da me e da altri in varie città d’Italia su questo tema di interesse generale, questo stesso congresso di Palermo, sono gli — esempi più significativi dell'attività svolta, della direzione secondo cui la si è svolta, delle modalità secondo cui si è affrontato il problema.

L’amara constatazione che fino ad ora non si è concluso nulla è indubbiamente una facile arma in mano di coloro che vogliono dimostrare che si è sbagliato me todo di impostazione.

Sarò cocciuto su questo punto, ma io ritengo che il procedimento seguito, quello della proposta a chiare lettere, aperta, davanti a tutta la comunità, cioè il metodo della preparazione della convinzione politica di base, della mobilitazione dell'opinione pubblica portando davanti ad essa le prove tecniche della validità delle proposte avanzate, è la sola via possibile da seguire in un Paese che vuole giungere alla maturità delle scelte consapevoli.

D'altra parte, la democrazia della nostra associazione, con la imposizione della rotazione delle cariche direttive permetterà con facilità di modificare la direzione di marcia, se questa è risultata errata.

Il mio congenito ottimismo, a dispetto delle attuali delusioni, mi dice però ancora che già parecchio si è ottenuto se il problema della carta tecnica d'Italia, oggi qui a Palermo discusso apertamente, ha già incominciato a muovere l’orga nismo politico burocratico della Nazione.

Io vi incito ad avere fiducia.

La mia fiducia ha ragioni interiori ed esteriori. Le ragioni interiori sono la con vinzione che il buon senso non può non prevalere quando si porta avanti con pas sione un problema la cui soluzione è essenzialmente un beneficio per tutti. Le ra gioni esteriori sono che la realtà economica farà toccare con mano prestissimo che i nostri pronostici sono concretamente validi.

L'ultimo scopo statutario della nostra Società è quello di stimolare la coopera zione fra gli operatori nel campo della professione topografica. È difficile elencare dati di fatto inerenti a ciò che si è compiuto in tal senso. Forse tutto sommato è ancora estremamente poco e me ne dolgo. Tuttavia, sia pure a livello di sensazione mi pare di cogliere, proprio in questi nostri convegni annuali così amichevolmente amalgamati ed amalgamanti, un aumento di quello spirito di comunità che trasforma l’attività umana individuale in una consapevole partecipazione a qualcosa di superiore anche se ancora totalmente nostro. Il mon 80




do dell’industria, il mondo della libera professione, il mondo della scuola universitaria e media, i collegi dei geometri, gli ordini degli ingegneri, gli enti stataliche operano nell’ambito della cartografia, le altre imprese che operano utilizzandoil lavoro del topografo, tutti questi, eterogenea comunità legata assieme da untenue filo, quello del comune interesse alla topografia, non fanno fatica a conviverein questi nostri convegni, trovano un linguaggio comune, una comune aspirazione.È ancora troppo poco! Allo sciogliersi del Convegno le promesse dell’euforiadel momento si dileguano. Per un anno si ritorna ad operare nell’isolamento eforse nel contrasto. Tuttavia, con il tempo, anche l’individualista che è racchiusonel carattere di ogni italiano si scioglierà nella socialità e darà vita ad una piùstretta collaborazione.Mi sembra di intravedere in questo stesso convegno i sintomi. La mostra strumentale e cartografica allestita parallelamente al convegno. È un sintomo di fiducia reciproca, è un elemento che stimola la comprensione e la collaborazione.Questo spirito di cooperazione fra le categorie attraverso la SIFET ora si cercadi farlo uscire anche dall'Italia. Alla SIFET infatti è stato affidato dal Ministerodegli Esteri il compito di organizzare a Teheran, una mostra del lavoro cartografico e della strumentazione prodotta in Italia, ciò in concomitanza con una conferenza cartografica organizzata dalle Nazioni Unite per promuovere la collaborazione e lo sviluppo cartografico delle nazioni asiatiche. Non vi è dubbio che questoincarico, che pone la SIFET quasi come simbolo di unità, avrà anche delle conseguenze di stimolo benefico alla collaborazione nell’ambito nazionale.È ancora troppo poco tutto ciò.Ne siamo più che convinti. Ciò che qui ho detto non vuole già essere un innodi gloria elevato sulla gestione che termina oggi la sua attività, non vuole perpetrare l'abitudine un po’ italiana di far terminare tutto in gloria, ciò però solonell’apparenza, ma lasciando poi tutto nella identica situazione.Ho fatto questa analisi che non temo di ritenere positiva, perché sinceramentesono convinto che qualche elemento di positività esista e poi per esprimere conquesto elenco di elementi validi un sentimento di riconoscenza a coloro che con lacollaborazione, con l’interesse, con l’attività e col sacrificio hanno permesso che siottenessero questi risultati. Se accetto volentieri un po’ di gloria e un po’ dellavostra compiacente approvazione è soprattutto perché mi sento il dovere di spartirla equamente con coloro che mi sono stati vicino in questi quattro anni.Innanzitutto i membri del consiglio direttivo centrale.Ho avuto in questi 24 amici un validissimo sostegno. In 14 riunioni distribuitenell'arco di quattro anni ho discusso con questi amici ogni problema, ho richiestola loro collaborazione ed il loro aiuto, aiuto e collaborazione che mi sono statisempre dati con generosa semplicità, ma con riflessivo impegno.Poi i membri della Presidenza. Il vicepresidente ing. Vitelli che, anche se aparecchie centinaia di chilometri di distanza, ho sempre sentito vicino, soprattuttoperché con la teleselezione spesso lo disturbavo per conoscere il suo parere edavere il suo consiglio sempre pieno di buon senso. Il prof. Bonfigli, tesorieresenza tesoro, sempre pronto a rispondere alle mie chiamate, sempre preoccupatodi fare troppo poco, sempre così affettuosamente amico e solidale. L'amico Zabattini, il segretario generale, colui che subiva e sopportava il primo urto delle mietrovate, che per telefono (quasi una telefonata al giorno) o nelle riunioni settima81




nali ascoltava 1 miei sfoghi, traduceva in azione concreta le decisioni; tutto è stato deciso insieme, tutto è stato prima discusso fra noi due, non sono esistiti fra noi né segreti né contrasti, Egli ha sopportato con serafica serenità anche le mie im pazienze; le mie manie di perfezionismo organizzativo, arrivando sempre in tempo con tutto e per bene. Un segretario ideale, un compagno di lavoro piacevole.

A queste persone debbo quel risultato positivo che, spero, non solo il mio egocentrismo mi fa vedere al termine di questi quattro anni.

Ma vorrei aggiungere anche un ulteriore ringraziamento, a Biagioli, il segre tario del segretario generale, che ho tormentato con le mie lettere e la mia furia; a tutto il personale dell’Istituto di Milano dove io lavoro, sia per quelli che hanno più direttamente collaborato alla gestione della Presidenza, sia per quelli che han no sopportato le deficienze che in altri settori l'impegno nel lavoro per la SIFET mi costringeva a commettere, e ne hanno subito le conseguenze.

Ho preso sul serio il mio lavoro come presidente della SIFET.

L'ho preso sul serio perché credo nell’utilità della SIFET.

Credo che essa abbia uno scopo ben preciso, un compito da assolvere nella società.

Non spetta a me ora fare proposte per l'avvenire. Posso però formulare voti, esprimere auguri,

Voti ed auguri generici per non compromettere le idee, gli indirizzi, le pro spettive, delle future autorità che governeranno la SIFET nei prossimi anni.

Che la SIFET prosperi nelle sue attività culturali settoriali e generali, che si affermi attraverso l’unità dei soci come un’entità che sa esprimere, difendere e condurre innanzi le sue idee e le sue proposte, che ponga sempre l'interesse gene rale avanti a qualsiasi tipo di interesse particolare, che alimenti la solidarietà dei suoi iscritti sul piano tecnico ed ancor più sul piano umano.

Quando fra poco udrete dalla voce del segretario proclamati i nuovi eletti al Consiglio direttivo e conoscerete il nome del nuovo presidente e della staff di colla boratori eletti nel seno del Consiglio direttivo centrale, comprenderete facilmente che gli auguri ed i voti che ho espresso ora sono affidati in buone mani.

Il futuro non riserba alla SIFET delle delusioni.

Voglio però terminare questa mia relazione pre-assembleare con un atto di contrizione. Un atto di doveroso riconoscimento di una imperdonabile dimenti canza, distrazione, omissione. La segnalo non tanto per fare una pubblica confes slone, ma per indicare ai miei successori un errore da non commettere fra quattro anni.

L'errore da me commesso si riferisce appunto alle elezioni. Esso consiste in questo: l'elettorato si è trovato davanti ad una lista di nomi non sempre cono sciuti ed ha dovuto operare delle scelte. Dall’esito delle votazioni mi sono accorto che certi nomi sono stati trascurati, purtroppo certi collaboratori non sono risul tati eletti o rieletti semplicemente perché l’elettore non conosceva l’individuo dietro il nome, la sua funzione, le sue competenze, il settore di attività nazionale che poteva rappresentare in seno al C.D.C. della SIFET. Purtroppo avremo dei vuoti come rappresentanza; ciò è dovuto appunto a questa mia trascuratezza. Avrei




dovuto corredare ogni nome di una scheda illustrativa atta a rendere palese all'elettorato la qualità, la natura, le doti, le competenze del candidato proposto.

Prego il nuovo Presidente di prendere nota di questa mia osservazione e prov vedere di conseguenza al momento opportuno.

Con questa considerazione un po’ amara su di un ormai irreparabile mio errore, chiudo la mia prolusione all'Assemblea e lascio a voi formulare commenti ed osservazioni che, come al solito, vi prego siano senza pietà, senza reticenza, ma onestamente sinceri e suggeriti dal desiderio di migliorare la vita collettiva di questa nostra SIFET ».

Il discorso del Prof. Cunietti viene salutato con un caloroso applauso, dopo diché il Segretario Generale viene richiesto della sua relazione sulla situazione dei Soci, che il Segretario stesso espone sinteticamente così:

Il complesso dei Soci nelle varie categorie nel 1970 è di 912. Tra questi sono 354 Soci Individuali, di cui 123 geometri, 93 ingegneri, 51 professori e 86 non meglio qualificati. I Soci Giovani sono 443. I Soci Collettivi 69, di cui 47 sono Istituti Tec nici o di topografia universitari, e 22 Società commerciali. Gli abbonamenti sono 46, di cui 17 sono abbonamenti esteri, in particolare a Paesi dell'Est.

Non so se posso anche dare quella che può essere una distribuzione fra le varie provincie: 210 sono a Firenze, 99 a Trieste, 92 a Milano, 76 a Varese, 67 a Palermo, 62 a Roma, 53 a Pavia, 35 a Messina, 24 a Torino, 19 a Catania, 16 a Bari, 12 a Napoli, 10 a Viterbo, 7 a Genova, 6 ad Avellino, Bolzano, Padova, 5 ad Aosta, Bologna, 4 a Cagliari, Venezia, 3 a l'Aquila, Massa Carrara, Pisa, Savona, Udine, 2 ad Arezzo, Bergamo, Forlì, Mantova, Modena, Pistoia, Salerno, Teramo, Verona, Vicenza, 1 ad Asti, Ascoli Piceno, Caserta, Caltanissetta, Gaeta, Livorno, La Spezia, Gorizia, Grosseto, Imperia, Novara, Nuoro, Reggio Calabria, Pordenone, Perugia, Rovigo, Siena, Siracusa, Taranto, Vercelli.

Sul punto 3) il Prof. Bonfigli presenta ai Soci la situazione economica come appare dal seguente prospetto:

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I conteggi presentati dal Tesoriere vengono ratificati anche dall'intervento di uno dei Revisori dei Conti, il Geom. Giulio Boschi, il quale assieme al secondo revisore dei conti Geom. Ezio Viti, aveva proceduto a Milano alla verifica dei documenti contabili.

All'attenzione dei Soci presenta quindi il seguente:

VERBALE

L’anno 1970 addì 16 del mese di settembre i sottoscritti Revisori dei Conti della SIFET - Società Italiana di Fotogrammetria e Topografia hanno provveduto al controllo della gestione contabile-amministrativa degli anni 1967-1968-1969 e 1970 ed all'esame del bilancio dell’esercizio sociale chiuso il 15 settembre 1970. bilancio che presenta le seguenti risultanze:

ENTRATE

Consistenza disponibile a chiusura dell’esercizio precedente — deposito su C, C. Postale... ....0. +. +. L. 2.313.765 — deposito su C. C. Cassa di Risparmio . . . . . L. 1.174.966 L. 3.48&731

Introiti durante l’esercizio — per quote sociali... ...0.0.0. +. + + + L. 3.949.150 — per contributi Ente Cellulosa e vol. Santoni . . . L. 583.350 — fatture, estratti, inserzioni, interessi, ecc. . . . . L. 1.613.893 L. 6.146.393

L. 9.635.12- USCITE — per pubblicazione Bollettino Sociale . . . . . . L. 3.160.240 — per spese di segreteria e generali . . . .... L. 1.000.205 Y na 7 — quote associazione ISP e FAST. . ......, L. 98.000 [6° — per spese varie. .0.0.0.06000000 ++ Lo 423.470 4 — sospesi di cassa... ++ Lo 75.970. L. 4.757.883

Disponibilità residua eee 0. ++ + L. 4.877.239 Titoli a deposito vincolato . . . .... L. 900.000 Totale dee LL 5.777.239

Dalle verifiche effettuate i sottoscritti hanno riscontrato la regolarità delle scritture ed hanno accertato essere, le risultanze del bilancio, conformi alle con tabilità; del che danno atto ai Soci cui è demandata l'approvazione del bilancio medesimo.

I REVISORI DEI CONTI Geom. Giulio Boschi Geom. Ezio Viti Milano, 16 settembre 1970 85




Riprende la parola il Segretario Generale per rendere noto ai Soci l’esito delle votazioni e della nomina delle nuove cariche direttive.

Premesso che il verbale agli scrutini avvenuti il 23 Luglio già è stato pub blicato sul n. 2 del Bollettino, in sintesi ricorda come sono state effettuate le operazioni di scutinio alla presenza del Prof. Dragonetti e del Geom. Malinghero, indicati dal Presidente della Sezione SIFET di Milano quali scrutatori, e come l'esito di tale scrutinio abbia dato i seguenti risultati: — Soci votanti: 424 su 652 per il Consiglio Direttivo 413 su 652 € per il Referendum Modifica Statuto — Consiglieri eletti — 1 Cunietti Mariano Voti 362 ‘ — 2 Bartorelli Ugo » 341 — 3 Bonfigli Clemente » 295 — 4 Zabattini Pasquale » 295 — 5 Vitelli Enrico » 289 — 6 Inghilleri Giuseppe » 276 -— 7 Trombetti Carlo » 267 — 8 Fondelli Mario » 261 — 9 Astori Bruno » 232 — 10 Sbraccia Augusto » 206 — 11 Bernini Franco » 197 — 12 Grifoni Balilla » 196 — 13 Sfondrini Domenico » 188 — 14 Nistri Giuseppe » 187 — 15 Fantini Odoardo » 180 — 16 Madia Ugo » 177 — Revisori dei conti — 1 Albani Francesco Voti 294 — 2 Boschi Giulio » 259 — Probi Viri — 1 Mazzon Corrado Voti 265 — 2 Marchesi Arnaldo » 232 — 3 Jovacchini Nicolantonio » 213

REFERENDUM MODIFICA STATUTO SI NO Soci Collettivi 170 Quesito n. 1 Soci Individuali 238 5 408 5 Soci Collettivi 170 Quesito n, 2 Soci Individuali 238 5 408 5 Soci Collettivi 170 Quesito n. 3 Soci Individuali 237 6 407 6 86




Sul punto 4) il Segretario Generale rende noto che, a seguito delle votazioni e delle scelte avvenute per la composizione del Consiglio Direttivo Centrale, il Consiglio stesso, in data 26 Settembre a Palermo, presso l’Albergo Igica, si è riu nito per procedere alla elezione delle nuove cariche sociali per il quadriennio 1971-1974.

Dopo approfondito esame della muova composizione, hanno avuto seguito le discussioni e gli interventi che hanno portato alle votazioni con il seguente ri sultato: — Presidente Dott. Gino Parenti — Vice Presidente Ing. Enrico Vitelli — Segretario Generale Sig. Giuseppe Nistri — Tesoriere Comm. Odoardo Fantini — Assessori Prof. Ugo Bartorelli Prof. Uso Madia

Il Presidente, terminata l'esposizione dei primi quattro punti all'ordine del giorno, dà la parola a chi intende intervenire e discutere su quelli che sono stati eli elementi generali della passata gestione.

Ing. Prescia

Intervenendo nella sua qualità di Segretario della Sezione SIFET di Palermo, riallacciandosi a quanto il Prof. Cunietti ha riferito sul metodo usato nelle recenti elezioni, mette in evidenza quanto, secondo lui, vi è stato di difettoso nella orga nizzazione delle elezioni stesse, non ritenendo giustificato solo dagli scioperi postali il ritardo con cui sono pervenute in Sicilia le schede, creando di conseguenza uno stato di imbarazzo anche psicologico negli elettori, pensando che forse era ormai inutile rispondere, essendo già trascorso il tempo utile.

E’ vero che il Prof. Cunietti aveva assicurato che gli scrutini sarebbero, pro prio per questa ragione, ritardati, ma indipendentemente dai risultati, l’Ing. Pre. scia ritiene che queste cause possano aver deformato l’esito delle votazioni, per cui propone all’attenzione della Presidenza un possibile aggiornamento del sistema. Inoltre per una migliore rappresentatività di tutte le categorie nel Consiglio Di rettivo Centrale, consiglierebbe una revisione dello Statuto, prevedendo una rap presentanza suddivisa per regioni, con rappresentanti regionali in seno al Consi glio, che potrebbero meglio mantenere i contatti necessari per ogni possibile sensibilizzazione politica in ordine ai vari problemi di cui la SIFET, di volta in volta, viene investita, con il vantaggio di avere a disposizione, in sede regionale, un rappresentante locale, che potrebbe agire con autonomia ed efficacia presso l'organismo regionale.

Si dichiara comunque soddisfatto per il lavoro svolto dalla SIFET e soprat tutto lieto di essere stato vicino al Prof. Cunietti in questi anni, riconoscendogli, oltre le doti di cultura, quella per lui più significativa, di una grande umanità. Prof. Cunietti

Esprimendo il suo rincrescimento per non aver visto eleggere alcun rappre sentante siciliano in seno al Consiglio Direttivo, mette però in evidenza le ragioni per cui i Soci siciliani non debbono rammaricarsi per l’increscioso ritardo dovuto agli scioperi postali, e per il quale hanno ricevuto le schede in ritardo.

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Oltre alle schede singole, altre ne sono state inviate poi a partie direttamente al Segretario di Sezione, perché potesse provvedere alla distribuzione ai Soci, avvertendo che le buste non sarebbero state aperte ai primi di Luglio, come era previsto, ma che lo scrutinio veniva opportunamente rimandato ad altra data, proprio per favorire tutti quanti non avessero potuto rispondere in tempo debito.

Lo scrutinio avvenne il 23 Luglio quando ormai da più di dieci giorni si era constatato che nessuna busta più perveniva alla sede centrale, e deducendo che ormai chi non aveva risposto era perché non lo intendeva fare per diverse ragioni.

Ritenendo valide le votazioni, accetta come soli appunti quelli riguardanti la mancanza di informazioni sulle qualifiche personali dei Consiglieri presentati, e quello di aver inviato le schede ai Soci con mezzi normali, non prevedendo gli scioperi; questi due fatti possono aver provocato un certo disorientamento negli elettori e un notevole ritardo nelle votazioni.

Riconosce valide le considerazioni fatte dall’Ing. Prescia sulla composizione del Consiglio Direttivo, ritenuta certamente più eterogenea di quanto non lo siano altre associazioni, ma è proprio per questa sua eterogeneità che non ritiene di poter accettare globalmente la proposta dell’Ing. Prescia sull’inserimento del Con siglio Direttivo di rappresentanti di tutte le Regioni.

Propone però che questa proposta venga opportunamente studiata, in modo che alla prossima Assemblea si possano orientare i Soci sulla miglior soluzione da adottare.

Prof. Solaini

Interviene per una precisazione relativa alla relazione dei Revisori dei Conti, relazione che per regolarità amministrativa, dovrebbe essere fatta alla presenta zione di ogni bilancio annuale e non ogni quattro anni. Aggiunge poi che anche i Sindaci dovrebbero intervenire, presentando una relazione di giudizio sulla poli tica economica della Società.

Esauriti gli interventi sui primi quattro punti all'ordine del giorno, il Presi dente mette ai voti il Bilancio della Società, che viene approvato all’unanimità.

Alle ore 16,30 dopo la prevista interruzione, viene ripresa la seduta dell'Assem blea dei Soci.

Il Prof. Cunietti dà la parola al nuovo Presidente eletto, Dott. Gino Parenti, che esporrà nelle sue linee essenziali quali saranno gli indirizzi della nuova Pre sidenza.

Dott. Parenti « Desidero innanzitutto rivolgere il mio ringraziamento a tutti i Soci i quali attraverso il direttivo della SIFET hanno ritenuto di affidarmi questo incarico. Non si sa ancora se ne sarò degno o no, i fatti poi lo dimostreranno. Una cosa è certa: che è un compito pesante che mi si presenta, soprattutto dopo una direzione quadriennale che tutti conosciamo e che tutti abbiamo così profondamente apprez zato. Desidero anche ringraziare il Prof. Cunietti, Presidente uscente, per il buon lavoro eseguito in questi quattro anni, e augurare a tutti e soprattutto a noi nuovi Membri della Direzione di poter continuare l’attività che il nostro Presidente uscente ha saputo dimostrare.

Una cosa è certa comunque: che faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità 38




con il massimo entusiasmo, con la massima buona volontà e con la massima attività. Naturalmente questo noi lo promettiamo — pario a nome anche dei Colleghidel Direttivo — in quanto siamo certi di avere il supporto di tutti i Soci e inparticolare anche del direttivo uscente, il quale ci aiuterà, soprattutto nei primimomenti di rodaggio, a superare le prime difficoltà che si possono presentare.Ovviamente questo non deve e non può essere un discorso programmatico,non avrei avuto il tempo di prepararlo perché questa nomina mi è giunta inaspettata, anche perché ci dovremo rendere conto un po’ meglio di quella che è lasituazione, per quanto ne siamo in parte al corrente. Vuole essere soltanto uncordiale saluto e una prima presa di contatto con tutti i Soci presenti e anchegli assenti e con tutti i colleghi.Parlare di una metodologia di lavoro, è un po' difficile e prematuro. E’ indubbio che noi desideriamo lavorare in collaborazione con tutti i componenti dellaSIFET, perché nessuno, nemmeno colui che ritiene di essere il più umile, deveconsiderarsi inutile. Tutti sono utili, tutti possono dare il loro contributo in unaforma o nell’altra, localmente od in altro modo. Su questo contiamo, io in modoparticolare conto, e sono certo che la SIFET è un organismo sano, non c’è dubbio.A questo proposito permettetemi di aggiungere una considerazione: questamattina abbiamo avuto una piccola scaramuccia, una piccola difficoltà. Bene, lungidal considerare preoccupanti cose di questo genere, io sono dell'opinione che quegli squilibri che si possono verificare sono a mio avviso proprio l’indice di unorganismo che vive. Soltanto in un organismo morto o che sta per morire nonsuccede più niente, tutto si ferma. Importante è, naturalmente, che sopravvenendodifficoltà o attriti si risolvano come abbiamo visto stamattina, in un clima direciproca stima, di reciproca sincerità e soprattutto di buona fede. Su questoevidentemente non abbiamo dubbi, direi che siamo tutti d'accordo a questo proposito. Ripeto, contiamo molto, molto, sulla collaborazione di quella che oggi sipuò chiamare la base, attraverso i singoli gruppi, attraverso le comunicazioni,attraverso la dialettica, attraverso il dialogo per risolvere tutte quelle che sonole necessità della Società.E’ stato detto giustamente che uno dei grossi problemi, ma anche delle armiche sono in possesso della SIFET, è il Bollettino. Posso assicurare che è una cosache mi preoccupa seriamente, poiché il Bollettino è rappresentativo della vitastessa di una Società, e abbiamo anche visto dei resoconti che ci sono stati fatti— non parlo soltanto in senso strettamente finanziario, ma insomma anche quelloha la sua importanza — il Bollettino è qualche cosa di importante, anzi direi diimportantissimo, di vitale nei riguardi della vita dell’Associazione.Jo credo che l'attuale Comitato di redazione possa rimanere in carica comestà, anche se dislocato lontano da quelle che sono le nostre sedi attuali non credoche ci siano difficoltà per entrare in contatto. Quanto alla struttura del Bollettinocome è stato fatto fino ad ora, credo che siamo tutti d'accordo nel giudicarlo inmodo positivo. Jo ho soltanto un piccolo rammarico, che troppo raramente ci troviamo il nome dell’amico Bartorelli e voglio proprio sapere — lo dico in pubblicocosì almeno diventa più impegnativo — che ci dia una mano di nuovo come unavolta. Erano tanto belli gli articoli che faceva!Dovremo avere — e qui mi rivolgo un momento al Comitato Direttivo, ai collechi — specialmente nei primi tempi delle riunioni un po’ più frequenti e probabilmente anche il Consiglio Direttivo dovrà riunirsi nel primo anno con un pocopiù di frequenza rispetto agli ultimi anni.39




E’ logico un periodo di preparazione, un periodo di rodaggio, e chiedo anticipatamente scusa ai componenti del Consiglio Direttivo Centrale se li disturberòcon maggiore frequenza che nell'immediato passato almeno per i primi tempi.Sarà nostra cura cercare di localizzare le riunioni in un punto che sia un po’baricentrico rispetto alla penisola, quindi potrà essere Firenze o Roma, o alternativamente l’una o l’altra. Spero di trovarvi tutti d'accordo, questa è una necessitàche penso sia sentita da tutti.Il problema dei giovani: non vorrei trattarlo a fondo perché non ne ho la preparazione, non l’ho studiato a fondo come avrei dovuto fare se ne avessi avutoil tempo. Vorrei piuttosto considerarlo sotto l'aspetto del numero dei Soci. Nonc'è dubbio che una Associazione come la nostra, come qualunque altra Associazione, trae la sua forza, la sua validità dal numero degli iscritti. E’ giusto cercarecon la propaganda, con l'esempio, con le relazioni personali di aumentare il numero degli iscritti, però io vorrei mettere in guardia tutti noi, a cominciare dame, sul fatto che l'aumento della quantità non dovrebbe andare a scapito dellaqualità. In altri termini la qualità dovrebbe aumentare parallelamente con la quantità. Non è facile, lo so, sono parole che per essere tradotte in pratica presentanodelle difficoltà. Ma è appunto qui che può operare l'organismo sano (e io sonoconvinto che sano l’organismo della SIFET lo è e lo dimostrano i fatti) ed espletare le sue possibilità in questo senso, con quel metodo, con quella calma che ènecessaria.Cioè proporremo all'Assemblea dei Soci, quando sarà il momento, una soluzione che sia stata approfondita, che sia stata ben studiata, in modo che se sipresenteranno delle difficoltà si possa almeno in buona fede dire: proprio nonl'avevamo prevista, non avrebbe dovuto succedere. Io penso che uno dei primiproblemi da affrontare sia questo.Per quanto riguarda tutto il rimanente il Prof. Cunietti, il Presidente uscente,ci ha tracciato un indirizzo, anzi più indirizzi sui problemi che la SIFET stàaffrontando e direi che siamo tutti perfettamente d’accordo di continuare a seguire quella strada che egli ha tracciato con tanta energia, con tanta aggressività.Mi auguro di riuscire ugualmente a fare qualche cosa di buono, sempre, ripeto,con l'appoggio e l’ausilio del Comitato Direttivo, dei colleghi e di tutti i Soci.Questa è una cosa che considero assolutamente essenziale, irrinunciabile. Non mirimane altro che augurare buon lavoro al Comitato Direttivo, a tutti i Soci e lamassima prosperità alla nostra Società. Grazie ».Prof. CuniettiNon so se devo prendere la parola io. Volevo solo dire che la presentazionedelle indicazioni generali sull'indirizzo della Società nei prossimi anni, può esserevalutata e discussa in sede assembleare per dare al Presidente delle indicazioninuove. Mi sembra che abbia detto una cosa giustissima, bisogna che i Soci collaborino. La direzione da sola non può fare niente. E’ perciò indispensabile sentirequal è il parere della base su questa situazione. La discussione perciò è apertaa tutti, su questo punto. Io ho detto semplicemente se qualcuno aveva da intervenire con osservazioni e proposte a proposito dell’attività futura, che questo erail momento opportuno per dare delle indicazioni alla presidenza, indicazioni provenienti dalla parte essenziale costitutiva, cioè dalla base della Società.Geom. SfondriniPensavo, Signor Presidente, che dovendo avere la SIFET una sua sede ammi90




nistrativa presso la FAST di Milano, e potendo usufruire della biblioteca della stessa FAST, fosse necessario disporre di una tessera personale di Socio per essere riconosciuto dalla FAST. E’ un mio suggerimento.

Secondo, la proposta del Prof. Prescia, io la ritengo ottima perché il decen tramento di una Società porta a far conoscere gli uomini di quella zona e di quel decentramento. Penso che la SIFET abbia già previsto nel suo Statuto una sud divisione con le sezioni della SIFET stessa. Quindi io pensavo che se non dovesse avvenire, o comunque ritardare la divisione per regioni, fossero incrementate le sezioni della SIFET. Grazie.

Dott. Parenti

Non c'è dubbio che l'incremento dei Soci è una cosa sempre augurabile. In quanto all’altro problema mi pare che lo Statuto preveda un numero dei compo nenti del direttivo in funzione della quantità dei Soci. Quindi forse adesso stiamo anticipando un problema che andrà studiato con più calma e più tempo. Penso che se anche facciamo una suddivisione regionale nel senso di essere costretti a riunire più regioni per riuscire ad ottenere quel minimo di componenti che possa giustificare l’elezione di un membro del consiglio direttivo, questo debba essere fatto tenendo presente quello che lo Statuto prevede, poiché non vogliamo modi ficare profondamente lo Statuto. Questo è una cosa che va studiata, non si può risolvere immediatamente. Saremo grati se riceveremo delle indicazioni, delle pro poste di qualunque genere. Tutte saranno esaminate e quella che potrà sembrare al Consiglio Direttivo la soluzione migliore o comunque valida, dovrà essere in ogni caso sottoposta all'Assemblea dei Soci perché non può essere adottata se non attraverso l'approvazione dell'Assemblea.

Prof. Trombetti

Sarebbe bene che di queste questioni così importanti — quella accennata dal geometra e quella accennata da lei — si facesse lo studio ma non fossero presen tate semplicemente in Assemblea, costituita solitamente da un esiguo numero di persone, rispetto ali Soci esistenti. Si dovrebbe fare ogni volta un referendum a domicilio. In questo modo si avrebbe sicuramente l'opinione di più persone che non quelle che possono essere presenti in un Convegno.

Dott. Parenti

Evidentemente mi sono espresso male: è chiaro che una modifica dello Statuto deve essere approvata per mezzo di Referendum, come del resto abbiamo fatto ultimamente per le modifiche che poi abbiamo effettuato. Prof. Cunietti

Sono d’accordo che deve essere fatto il referendum per tutti i Soci e non una votazione in Assemblea, che purtroppo, non è mai un’Assemblea plebiscitaria. Però riterrei che la discussione prioritaria in Assemblea chiarisca molti aspetti. Propor rei quindi: studio preliminare da parte del Consiglio Direttivo, presentazione degli elaborati in sede di Assemblea in un prossimo Convegno, esame degli ulteriori studi derivanti dopo l'Assemblea, proposta per l'accettazione mediante il referen dum a tutti i Soci. 91




Ing. Vitelli

Dato che noi facciamo ogni anno un Convegno potrebbe la direzione stabilire che fino, a due mesi o un mese prima, si recepiscano tutte quante le istanze avan zate da gruppi di persone, il Comitato direttivo centrale stabilisce, un certo tempo prima che avvenga il Convegno, che sono istanze che possono essere prese in esame e proposte con poche parole come argomento di discussione da mettere oll'ordine del giorno dell’Assemblea. Questo significherebbe che, oltre allo studio e al vaglio del consiglio direttivo, vi è anche un’Assemblea preparata a discuterne e procedere quindi alla decisione finale, perché penso che solo con un preciso riferimento si può arrivare alla confluenza di idee con il miglior risultato. Prof. Bartorelli

In merito a modifiche di Statuto, bisogna effettivamente pensarci, studiare bene la cosa. Succede spesso che si fanno nuove leggi, si vogliono riforme, e poi ci sì accorge magari che le leggi c'erano già e che non venivano osservate. Anche in merito all’elezione del Consiglio Direttivo il nostro Statuto prevede non una lista unica come in pratica si è fatto nelle ultime due elezioni, ma prevede che il consiglio direttivo uscente proponga una lista e che altri gruppi di Soci pro pongano quante liste vogliano, purché queste liste siano appoggiate da almeno 50 Soci. Quindi se non ci sono state altre liste la colpa non è del nostro Presidente, il quale stamane se l’è presa dicendo che non aveva fatto sufficiente presentazione ai nomi della lista. Può darsi che ci sia stato un aspetto negativo in questa man canza di presentazione, però resta una cosa un po’ difficile anche, perché cosa si dice dei Soci che proponiamo? Si dice fino a un certo punto. Una Società del nostro carattere, del nostro livello, con i nostri scopi, perché bisogna riferirsi sempre ai nostri scopi, vive appunto su questi rapporti di produzione, di insegna mento, che ci fanno conoscere un po’ tutti. Quando guardo il mio nome nella lista mi dico quanto sono importante, perché sono anziano, perché sono grosso! e invece magari trent'anni fa ero più efficiente e più utile di quanto sono oggi, soltanto non me ne accorgevo. Quindi può darsi che ci siano dei giovani che sareb bero ugualmente efficienti, che però avrebbero una presentazione da nulla. Sta a noi Soci valutarci fra di noi. Quindi anche questa idea che dovremmo presentare le persone con una fotografia cui sta scritto sotto che sta facendo questo, che ha fatto quest'altro, dice poco se non si aggiunge a questo la fiducia che si può dare a quella data persona per certi motivi e soprattutto quei motivi umani che ti inducono a dare appoggio a determinate persone.

To credo che queste presentazioni, se ci pensiamo bene, non sono da farsi.

Allungo mio intervento perché ho sentito quello che ci ha detto l’Ing. Prescia, ho sentito parlare di quattrocento milioni che erano disponibili, non lo sono più e quindi la SIFET ha fatto un danno. Si, perché tutte le volte che ci mettiamo a fare un mestiere che non è il nostro — e quel mestiere non è il nostro, — non è negli scopi istituzionali della nostra Società naturalmente — si fanno dei guai. E' anche per questo che io non vedo come la composizione del Consiglio Direttivo debba essere vincolata geograficamente. A un certo momento ciò avviene natural. mente per l'interesse che le varie regioni dedicano alla topografia. Io so di qualche regione nella quale noi non annoveriamo nemmeno un Socio, perché dovrebbe es sere rappresentata quella regione in mezzo a noi? Quindi non vedo questo motivo, se una regione ha i suoi interessi — parlo di interessi materiali, di utilità civile, di utilità di interventi materali — ha i mezzi per farsi avanti. Noi possiamo apposg giarla platonicamente, abbiamo visto che il nostro appoggio lo diamo, siamo tutti convintissimi che l’Italia debba avere una carta come tutti gli altri Stati civili, a 92




scala almeno media, almeno 1: 10.000, ma non siamo noi a potere e anche ufficialmente noi ci battiamo con delle proposte, caldeggiando, con delle mozioni che siccome non abbiamo voce in capitolo rimangono lettera morta. La SIFET dovrebbemodificare il suo Statuto proprio in quelle parole che dicono che i compiti dellaSIFET sono puramente scientifici — non so le parole giuste — ma non parlanoaffatto dell’Italia. Noi dovremmo adesso, interrogare il Presidente dell’ANIAF, persapere qualche cosa in proposito. Ma questi sono interessi delle ditte private, iquali convergono per i loro interessi scientifici, culturali, di progresso, di praticheapplicazioni, con noi, ma i loro interessi materiali sono completamente estranei allaSIFET. Se non fosse così io non avrei nessun titolo per far parte (come faccioparte da qualche anno) del Consiglio Direttivo.Credo di essermi dilungato anche troppo, ma ho tenuto a specificare questopunto perché sono sicuro che molti di noi vedono la cosa sotto questo punto divista, caldeggiando tutto quello che va a favore della progressione, della tecnica,della scienza cartografica, ma che poi gli interessi se li facciano coloro — e ci sonoi mezzi, e ci sono le persone, e ci sono gli organi appositi per queste questioni.Un'altra questione personale, ho il dovere di rispondere a quello che mi si èchiesto riguardo al Bollettino. Certo continuerò a scrivere qualche cosa, non nelComitato di redazione del Bollettino. Mi avete detto di dare una mano al Bollettino,ho detto di sì, ma il Comitato di redazione è escluso, io vi ringrazio, ma è esclusoperché mi obbliga a partecipare a delle riunioni a determinate date e determinateore, mentre invece quello che farò lo farò alla sera scrivendo qualche cosa da pubblicare.Geom. FaviaIl Prof. Bartorelli ha anticipato praticamente tutto quello che dovevo dire.L'unica raccomandazione che facciamo alla nuova presidenza è il potenziamentodelle sezioni, che queste siano rese più efficienti e più agili nel loro compito. Unaprecisazione: non eccedere in questi referendum che d’accordo, sono essenzialinella determinazione della volontà della Società, però non dimentichiamo che l’Assemblea è sovrana e ha un suo potere, sia pure in seconda convocazione. Io faccioriferimento a quello che riguarda le altre Società civili, non ho studiato a fondo loStatuto, ma qualsiasi argomento obbliga a fare un referendum? No. Allora questoavvalora la mia teoria che praticamente non bisogna eccedere in questi referendumperché ci sarebbe difficoltà anche nella manifestazione, bisognerebbe addiritturamandare le varie relazioni dei vari punti contrapposti a volte con argomenti abbastanza efficaci, mentre potrebbero essere sviscerati sufficientemente e oso direforse con più interesse, in quanto chi partecipa a questi Convegni mostra realmentela sua passione per la vita sociale. Cerchiamo di rendere un pochino più importantel'Assemblea e se i Soci avranno interesse parteciperanno di persona a questi Convegno e daranno il loro contributo.Prof. CuniettiNon è mai richiesto esclusivamente il referendum. E’ richiesta la maggioranzadei 2/3 di votanti per alcuni argomenti. Non c’è — e questo debbo dire a onore delloStatuto SIFET — non c’è quella regola amministrativa che è la seconda convocazione fatta un quarto d’ora dopo la prima. D'altra parte mi sembrerebbe assurdoconvocare un’Assemblea per due volte di seguito a Palermo. Dopo mezzora si riconvoca l’assemblea la quale cambia i suoi poteri improvvisamente. Almeno questo loStatuto SIFET non lo ha. Riprendendo il problema del referendum, nei quattro93




anni trascorsi il referendum è stato fatto una volta sola. Questo ultimo anno. Non direi che si tratta di « continuare » a fare dei referendum. Al massimo su una mo difica importante dello Statuto è sicuro che il referendum fatto a casa, al quale ri spondono circa 300 Soci, ha un valore enormemente maggiore di una Assemblea che è fatta con una selezione prettamente classista, cioè di coloro che possono permettersi di venire al Convegno. Io ritengo che sia giusto sentire il polso attra verso l'Assemblea perché la viva voce, la viva discussione ha una importanza enor me nella formulazione dei programmi, ma che poi non possa essere una Assemblea di tipo selezionato e così selezionato, da essere preponderante nella vita della Società.

Un'ultima cosa. Rispondendo all’Ing. Prescia, a proposito della questione cui ha fatto riferimento particolare per la presidenza uscente ponendo un quesito rela tivamente al problema delle commissioni di collaudo, preciso che le commissioni di collaudo del grosso rilievo della Cassa per i Mezzogiorno sono state richieste dalla stessa Cassa al Catasto, all’Istituto Geografico Militare, alla Commissione Geo detica come proposta. Tre Enti che hanno risposto — e di questo posso dare ga ranzia — con altrettanti nomi. Quello che è certo è che la Cassa per il Mezzogiorno non ha nominato la Commissione di Collaudo. Nè io adesso mi sento autorizzato a rivelare questi nomi che sono in pectore, perché non sono stati indicati dalla SIFET — se fossero stati indicati dalla SIFET sarebbe stata per prima la SIFET a comunicarli — ma sono stati indicati dall’Istituto Geografico Militare, dalla Dire zione Generale del Catasto e dalla Commissione Geodetica Italiana. Tre organismi dei quali io non posso prevaricare l’attività. Sono stati formulati cinque nomi per ciascuno di questi tre Istituti, per formare cinque Commissioni di Collaudo, ma vi garantisco che tutti questi nomi sono naufragati nel pantano delle decisioni buro cratiche che hanno arenato tutto.

Io li comunicherei volentieri, ma sento di non adempiere all'obbligo della ri servatezza che mi viene imposto da altra sede non dalla SIFET.

La SIFET non è mai stata interpellata, ne d’altra parte la SIFET avrebbe mai potuto permettersi di fare nomi di collaudatori. La SIFET non è un organismo dello Stato, ma un organismo di tipo culturale, non può assumersi nessuno di questi impegni.

Nei riguardi della Cassa per il Mezzogiorno la SIFET è solo stata interpellata una volta dall’Ing. Sbraccia che voleva sentire dal Presidente della SIFET qual era l'atteggiamento generale della Società nei riguardi della Carta al 10.000, e voi potete immaginare quale è stata la risposta del Presidente in un abboccamento con l’Ing. Sbraccia.

Ing. Bonasera

Mi pare di capire che il Prof. Bartorelli ha detto, per quanto riguarda le ele zioni, che non sarebbe stato giusto avere nel comitato direttivo rappresentanti di regioni che hanno pochi o nessun iscritto. Lei intendeva allora indirizzare l’idea di una scelta di elezioni proporzionali al numero degli iscritti. Io vorrei precisare che questo potrebbe essere un inconveniente se le elezioni del Comitato Direttivo avvenissero con un numero proporzionale al numero degli iscritti di ciascuna sezione.

Prof. Bartorelli Lo Statuto attualmente prevede sedici membri eletti per tutta la SIFET, per 94




o Ri > n tutta l'Italia, e i membri di diritto. Se dobbiamo fare una modifica, dovrà essere architettata in qualche modo. Io ritengo che non sia la distribuzione geografica che deve essere considerata, perché non è uniforme la distribuzione di chi esercita la topografia nella penisola. Ci sono delle concentrazioni in certe città, mentre invece ci sono altre zone che sono vuote. Quindi non vedo come debba essere uni formemente deciso in base alla geografia d’Italia la rappresentanza dei Soci. Io ho parlato dello stato attuale e ho aggiunto la mia opinione, soltanto la mia opinione. Dott. Parenti

Io vorrei, se mi è consentito, non in qualità di Presidente, ma in qualità di tecnico, attaccarmi a quanto ha detto il Prof. Bartorelli per precisare che può es sere utile, può essere anche giusto che ci occupiamo di problemi di natura non scientifica, non culturale, ma direi sempre in maniera marginale, perché lo Statuto anche a questo proposito parla chiaro. Ce lo ha detto il Prof. Bartorelli ed io per sonalmente mi associo. - Non essendoci altri interventi il Dott. Parenti propone la discussione del punto 7, comunicando che il Consiglio Direttivo ha deliberato di proporre alla Assemblea la nomina a membro onorario del Prof. Carlo Trombetti. La proposta viene accet tata all’unanimità. Prof. Trombetti |

La prima cosa che devo fare naturalmente è di ringraziare. La prima volta che è stata avanzata questa richiesta è stato nel Consiglio Direttivo Centrale, l’altro giorno, e io sono rimasto veramente sorpreso.

Vi ringrazio per la vostra riconoscenza e nel medesimo tempo sento il bisogno di farvi anch'io una proposta. La proposta per un Socio Onorario non si fa soltanto nel Consiglio Direttivo Centrale e, in questo momento propongo un’altro Socio Onorario, che ha fatto moltissimo per la SIFET, che ha lavorato con passione ed ha avuto dei risultati magnifici: il Prof. Cunietti. Prof. Cunietti

Io vi ringrazio, dire che sono commosso sarebbe troppo. Comunque vi posso dire che sono rimasto contento di questa proposta perché credo che sia una ap provazione di una certa linea politica che è stata condotta per un certo numero di anni e l’accetto come manifestazione di approvazione per tutti coloro che con me hanno collaborato a questa situazione. Vi ringrazio sinceramente. Dott. Parenti

Mi pare che sia inutile chiedere la stretta di mano per queste due nomine e sono molto lieto di porgere i miei rallegramenti ai due nuovi colleghi, dovrei dire, perché anch'io sono membro onorario. Passiamo ora a quello che è diventato il n. 8: scelta della sede del prossimo Convegno e del tema del convegno stesso. Geom. Favia

In merito alla scelta del luogo della prossima riunione, io proporrei la citta dina di Frascati, per evitare la grossa città, perché il convegno sparirebbe nella grandezza della città. Anche perché è località facilmente raggiungibile da Roma e 95




da altre località, possiede una capacità ricettiva notevole e sufficiente per tutti gli iscritti. Propongo allora come nuova sede per il prossimo Convegno Frascati. Prof. Cunietti

Lei mi conosce e sa benissimo che Frascati per me va benone. Guardate che questa proposta potrebbe essere avvalorata da un’altra constatazione, una consta tazione che potrebbe costituire — e la ricordo qui a voi — uno spunto per dare un tema al prossimo Convegno. Nel 1962 è mancato a Roma l'Ing. Umberto Nistri. Però, poiché c’è la proposta di fare il Convegno a Roma o almeno nelle vicinanze, allora un argomento da tenere presente potrebbe essere la ricorrenza dell’anni versario della morte dell’Ing. Umberto Nistri, che è stato senz'altro, insieme a San toni, uno degli uomini di punta della fotogrammetria, e che sicuramente ha posto l’Italia in una posizione di avanguardia nell’ambito della fotogrammetria.

Geom. Favia

Devo aggiungere che come alternativa potevamo proporre Frosinone, o Fiuggi. Dovreste lasciarci la libertà di comunicare alla presidenza il luogo prescelto entro un termine brevissimo dopo aver esaminato le condizioni ambientali, la possibilità ricettiva e del Convegno.

Prof. Solaini

Volevo solo appoggiare questa idea di tenere il Convegno sul tema dell’opera di costruttore dell’Ing. Nistri, perché non ha soltanto un valore di omaggio alla memoria di questo altro grande uomo della fotogsrammetria italiana, ma secondo me ha anche una importanza dello stesso ordine, dello stesso tipo di quella che ha avuto il tema trattato nel Convegno di Bolzano, di esaminare la storia dell’evolu zione di un certo tipo di apparecchiature, vedere qual è stato il progresso, quali sono le tendenze. Tanto più che questo è l’ultimo Convegno che si svolge prima del Congresso Internazionale di Fotogrammetria, e quindi fare un po’ il punto su queste cose può essere utile.

Se questa proposta viene accettata pregherei di precisare il tema del Conve gno, se dobbiamo stabilirlo e votarlo.

Dott. Parenti

La mia opinione è di devolvere al Consiglio Direttivo, come del resto si è fatto per il passato, la precisazione del tema, fermo restando che il tema è centrato sulla persona e sull'opera dell'Ing. Nistri. Io sono d'accordo. In passato si è fatto sem pre così.

Sulla designazione della località, per il momento vorrei suggerire — se sono tutti d'accordo — di indicare come località genericamente Roma, lasciando poi alle indagini che faremo e che siamo in grado di fare, circa la precisazione della lo calità.

Per ora io vorrei suggerire qualcosa che non è la città che, come giustamente hanno detto il Prof. Cunietti e il Geom. Favia, è troppo grande e il Convegno si perderebbe, ma una via intermedia, e cioè la zona dell’EUR, dove ci sono molti al berghi e anche di livelli diversi. Mi pare che questo possa avere la sua importanza, bisogna che ci sia una graduatoria di alberghi in modo che vi possa essere una scelta da parte dei partecipanti. E’ sufficientemente fuori dalla città per non essere 96




ngolfati nel centro, e collegata al centro con la linea metropolitana. Ad ogni modo questa non è che una anticipazione, e in un secondo tempo esamineremo meglio la faccenda. Perciò se l’assemblea è d’accordo, io direi genericamente Roma, salvo poi decidere in un secondo tempo. Riferendoci al clima di Roma, e salvo opinione diversa di coloro che dovranno essere i partecipanti, io suggerirei i primi di Ot tobre. La proposta viene approvata. Sull'argomento «varie ed eventuali » iniziano gli interventi.

Geom. Trucco i

Volevo raccomandare possibilmente per la data del Convegno, di tener conto del calendario nazionale delle manifestazioni che si tengono nell'epoca, e quindi programmarlo.

Prof. Cunietti

Esprimendo la sua opinione in merito alla data di effettuazione del Convegno, non prevede difficoltà alcuna su una data o l’altra compresa tra fine Settembre primi di Ottobre, in quanto è dimostrato ormai da anni che esiste solo la volontà di partecipare o meno, indipendentemente da altri argomenti, e rispondendo al Geom. Trucco fa presente che ormai, in qualunque periodo dell’anno esiste una conferenza un congresso una riunione, per cui è praticamente impossibile che una non sia accavallata all'altra.

Conclude dicendo che la data deve essere lasciata a discrezione degli organiz zatori, per non vincolarli a situazioni di eventuali disagi, per cui alla fine dovrebbe rimanere solo la buona volontà di partecipare o meno.

Esaminati questi argomenti, si passa alla voce « varie ed eventuali » per la quale sono richiesti alcuni interventi.

Prof. Trombetti

Propone una migliore chiarificazione in merito al contenuto generale dello Sta tuto che, specie all'Art. 24, risulta poco chiaro, in quanto la nomina delle varie ca riche della presidenza sembrano debbano essere fatte in due tempi diversi, sempre dal Consiglio Direttivo Centrale, mentre è chiaro che le due nomine sono contem poranee. Il capoverso andrebbe quindi variato così: « Il Consiglio Direttivo Centrale nomina nel suo seno un presidente, un segretario, un tesoriere, il vice presidente e due assessori ».

Prof. Bartorelli

Sempre in ordine allo Statuto e in riferimento a quanto detto dal Prof. Trom betti, ricorda come la giunta, coi due assessori, non esisteva, e solo in seguito venne modificato lo Statuto, per cui può essere che tale modifica non fosse stata ben for mulata. Chiede però se ha ragione di esistere la giunta, qualora non fosse stata mai riunita od interpellata.

Prof. Cunietti Pur riconoscendo che la giunta e gli assessori sono un organismo che non viene 97




utilizzato sovente, tiene però a precisare che, almeno in questi ultimi quattro anni, ha egregiamente servito per superare difficoltà contingenti quando era impossibile poter riunire in tempo utile tutti i componenti il Consiglio, e per questi motivi ritiene importante la figura degli assessori, atta ad evitare la responsabilità com pleta e diretta del Presidente.

Prof. Trombetti

Concordando con quanto ha detto il Prof. Cunietti propone che tutti i Soci, visto l'interessamento sul contenuto dello Statuto, e qualora trovassero in esso qualcosa da modificare, lo segnalassero al Consiglio Direttivo, interessato allo stu dio di fondo del problema.

Prof. Solaini

Interviene a conclusione dei vari dibattiti, esprimendo il desiderio che l’As semblea esprima un voto di plauso per quanto la SIFET ha fatto finora per la promozione della Carta Tecnica, rinnovando l’invito a proseguire con tenacia l’azio ne intrapresa, ritenendola valida anche in funzione di quanto in tal senso viene svolto dalla Commissione Geodetica, augurandosi che le due azioni possano assie me raggiungere il miglior risultato. i In merito alla famosa Commissione di Collaudo, di cui tanto si è parlato, non ritiene opportuno parlare di segreti per i seguenti motivi: la SIFET anzitutto non poteva e non può, per sua costituzione, entrare in ma teria. La Cassa per il Mezzogiorno ha richiesto sia alla Commissione Geodetica che all'Istituto Geografico Militare e sia alla Direzione del Catasto, dei nominativi che dovevano essere circoscritti nell'ambito dei singoli Enti.

Non potendo parlare a nome dell'Istituto Geografico Militare e del Catasto, ma solo a nome della Commissione Geodetica di cui è membro, il Prof. Solaini tiene a precisare di non essere autorizzato a segnalare i nominativi, e che solo il Presidente della Commissione Geodetica potrebbe autorizzare tale dichiarazione.

D'altra parte, erano soltanto nominativi presentati alla Cassa, fra i quali la Cassa era libera di scegliere secondo i suoi criteri.

Ing. Motta

Allacciandosi ai possibili impegni futuri della SIFET, raccomanda di non di menticare il dibattuto problema della liberalizzazione delle fotografie, insistendo, come per il passato, al fine di arrivare ad ottenere la desiderata modifica di Legge. Dott. Parenti

Non essendoci altri interventi, ringrazia tutti gli intervenuti nelle varie discus sioni e dibattiti, che sono stati molto vivaci, che personalmente considera un segno di vitalità della Società, proprio perché dimostrano volontà di comunicazione dei propri pensieri, anche se qualche volta in contrasto con quello degli altri, ritenendo ciò di buon auspicio per il futuro della Società.

Rinnovando i suoi ringrazamenti, dichiara chiusa la seduta. 98