REGIONE SICILIANA O

territoriale ed urbanistica.

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Infatti non esiste ormai fatto o fenomeno verificato o che si possa verificare che non possa essere individuato e prontamente sintetizzato e proposto al piani ficatore in linguaggio grafico. In tal senso l’impiego della cartografia nell’opera di pianificazione può trasformare il suo apporto attuale da passivo in attivo. L’opera di pianificazione, in tale stadio, potrà utilizzare il supporto cartografico, non per una semplice illustrazione delle sue elaborazioni, ma per sostanziare in esso il piano stesso. Gli elaborati cartografici, e solo quelli, rappresenteranno i piani ed attraverso la loro utilizzazione più opportuna saranno raggiunti gli obbiettivi che la pianificazione si è proposta di raggiungere, a qualunque livello territoriale essa operi, dal regionale al comprensoriale, al comunale o sub comu nale.

Il conseguimento di un tale fine richiede naturalmente una nuova e diversa impostazione dell’attuale organizzazione nel campo cartografico. Tale nuova imposta zione dovrà interessare la qualità della produzione da impostare; la quantità che deve essere assicurata da tale produzione alle varie utenze, sempre più numerose e che delle carte, fanno un impiego sempre più largo; la relativa rapidità con la quale tale elemento, basilare nel ciclo fondamentale di pianificazione, dovrà essere fornito via via che di esso ci sia richiesta; la possibilità che il supporto cartografico — topografico e tecnico — debba offrire alla più ampia e varia




sua utilizzazione nella produzione di carte tematiche; la capacità che tale prodotto cartografico deve avere di un aggiornamento il più frequente possibileaffinché l’opera di pianificazione nella tempestività della sua elaborazione e dellasuccessiva realizzazione tenga nel dovuto conto del mutevole avvicendarsi deifenomeni manifestatisi, per varia origine e natura, sul territorio.REGIONE. SICILIANA e Pe |}E Sl ._Ga a li l - le pi cdfe 3 | o Via i SE arc ui "Co 7 e SRre n SI Lt ME ART IAA | ce ts , 9 È e % a ar; i [AT e a 2 «T/A» DA e i © vwx CIEL i I. en LI Sa 2 adi PIT i LT di Ve e ta té ho dh Ce% n a [e son SAC ) "dlÈ cd 5 #3 È Ia ali è sa pe i pa i eLa - (È E 4 gii PSN E F_9 a fog È PR o si ) DÀ 33 aC EN s ee Ct] pe è | dg Tad TA T1A =} in V83 Caeoò la o - fe‘ i; gir isa 9a a Lù. i LT Eai il 9: VS fi A baton tx 3 CRE È } ha 5 Fe e PrNap - SENI di SS Da. ve =.È a ge A Lfn e,- MOR met LR n — NaENTE DI sviLuPPO AGRICOLO et 4 be Ze "ao Lin da 0 TRL LN Ata = .DELIMITAZIONE DELLE ZONE DI SVILUPPO AGRICOLO — V° 2 E vo.n “rr ea Nod *€i rara LAZ nrI scala 1.500.000 _ &, a - Ls xaa, — ti Rn i 2 ba . Spini e nFig. 13 - Quadro regionale di assieme del programma di interventi nel settore dell’Agricoltura com ladelimitazione delle 28 zone di sviluppo agricolo predisposto per la Sicilia dall'Ente di SvilusseAgricolo (E.S.A.).La formazione di una carta tecnica a scala nazionale o interregionale vaquindi sollecitata ed appoggiata senza riserve anche per i riflessi positivi cheessa certamente produce sull'opera di pianificazione territoriale ma è bene che.nell’impostare il programma per la formazione di tale carta, si tengano presentile suddette esigenze proprie di una pianificazione territoriale seria ed efficiente.